Sarà presto avviato nel Lazio un programma per combattere la progressiva immobilità che porta alla morte chi è affetto da sclerosi laterale amiotrofica (Sla). Lo ha annunciato Augusto Battaglia, assessore regionale alla sanità, che ha proposto di intitolare il progetto a Luca Coscioni, presidente dei Radicali italiani, appena scomparso a causa di questa malattia. L’assessore, intervenuto alla prima conferenza sulla Sla, organizzata dall’associazione "Vivi la vita", in collaborazione con la Regione Lazio, ha indicato i primi interventi. Garantire servizi domiciliari individuando centri di riferimento in tutta la regione, potenziare la telemedicina e attivare un call center in ciascuna Asl. Tra le priorità indicate dall’assessore alla sanità Augusto Battaglia quella di affidare alla Asp (Agenzia regionale di sanità pubblica) uno studio epidemiologico per definire l’entità della patologia. Verranno, inoltre, ampliati i servizi per malati di Sla, oggi disponibili solo presso l’ospedale Pertini, il Policlinico Gemelli, l’Umberto I e l’ospedale Cartoni di Roccapriora. Scopo della conferenza è stato quello di avviare un percorso per individuare un protocollo che definisca gli interventi più urgenti rispetto al decorso della malattia. La sclerosi laterale amiotrofica (Sla), conosciuta anche come "malattia di Lou Gehring", è una patologia neurodegenerativa progressiva che attacca le cellule nervose del cervello e del midollo spinale. La degenerazione progressiva porta alla morte. Nella fase terminale è necessaria l’assistenza respiratoria e nutrizionale del paziente, mentre la comunicazione è affidata solo al movimento degli occhi. Secondo l’associazione "Vivi la vita", nel Lazio sono circa 400 i malati di sclerosi laterale amiotrofica.
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